MANDORLATO DI COLOGNA VENETA:
Non è nota la data certa dell'invenzione di questo dolce.
È credibile che il mandorlato fosse conosciuto ed apprezzato già al tempo della Serenissima Repubblica.
Un primo riferimento al mandorlato è contenuto nel testo di Lodovico Dolce nel 1540.
Nel 1564 un nobile vicentino della famiglia Monza lasciava scritto l'acquisto del mandorlato nel suo "libro-giornale".
Altri scritti sul mandorlato di Cologna Veneta sono stati fatti da Alvise Zorzi, scrittore e nobile veneziano, da Pompeo G. Molmenti, da Samuele Romanin ed altri.
Caratteristica che distingue il mandorlato dagli altri tipi di torrone è l'estrema durezza e friabilità. Queste caratteristiche sono descritte già in una lettera, del 1778, che racconta di un episodio occorso ad un ex-Gesuita.[6]. Giulio Cardo, noto storico colognese, così annotava: «sec. XIX - Finco dr. Antonio di Giovanni Battista, fu uomo molto versato nella scienza, specialmente nella chimica e nella botanica inventò una ricetta…" con cui si confeziona ancor oggi
La produzione moderna del mandorlato ha avuto inizio nel 1852 con Italo Marani.
Oggi sono diverse le ditte che lo producono, sia industrialmente che artigianalmente.
Quattro sono gli ingredienti tipici per la sua fabbricazione: mandorle, miele, zucchero e albume d'uovo. Il dosaggio e la precisa osservanza degli intervalli stabiliti per immettere i vari ingredienti, sono indispensabili senza dimenticare, infine, la temperatura che deve essere costante per tutte le otto ore circa occorrenti per una perfetta cottura.
Cologna Veneta, ogni anno - a dicembre - in concomitanza con la festa dell'Immacolata Concezione festeggia con una propria fiera la produzione pluricentenaria di questo dolce tipico.